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Festeggia e cresce a Bolgheri Campo alle Comete

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Buon compleanno Elvis canta il “Liga”. Buon compleanno Campo alle Comete recito invece io, con un calice di Bolgheri superiore in mano e un paio di nuovi vini in rampa di lancio.

La data è il 15 maggio 2018, il luogo Castagneto Carducci, la cantina non serve ripeterla … la festa era là, per brindare al primo anno di vita del gioiellino Feudi in Bolgheri e presentare due nuove etichette: la punta di diamante della produzione, il Campo alle Comete Bolgheri Rosso Superiore 2015, e il Podere 277 Syrah 2016.

È stato molto interessante partecipare a questa piccola grande ricorrenza, condividendo impressioni e confrontandomi sia con lo staff aziendale (tra cui anche Pierpaolo Sirch, di casa nel pianeta Feudi), sia con alcune fra le penne più autorevoli del settore, come Daniel Thomases, Stefania Vinciguerra ed Ernesto Gentili.

Squisita e solare padrona di casa, Jeanette Servidio (che avevo intervistato qui una anno fa al battesimo dell’azienda), ci ha aperto le porte del salotto e della sala degustazione offrendoci un bilancio del primo anno di attività, un anno certamente positivo e propositivo, in cui si è lavorato per migliorare la produzione, arricchendola appunto di due nuove perle, ma soprattutto ricercando e implementando nuovi terreni e nuove vigne, per una crescita della superficie vitata cui attingere, in favore di un maggiore equilibrio tra i filari di Merlot (oggi 8 ettari sui 15 disponibili) e quelli di Cabernet (franc + sauvignon). Si passerà così a un bacino di vigne che a finale dovrebbe contare su circa 22 ettari, sempre curati dalle sapienti mani dell’agronomo ed enologo Stefano Di Blasi, che ha condotto anche la degustazione fornendo moltissimi dettagli e spunti di discussione.

La degustazione è stata completata da anteprime sull’annata 2016 del Cabernet Sauvignon, del Bolgheri Stupore e del Bolgheri Rosso Superiore Campo alle Comete, questi ultimi in uscita non prima di settembre, con ulteriori assaggi sulle ancora verdi annate 2017, fra cui due campioni di botte separati anche per Merlot e Cabernet Franc.

In abbinamento a un aperitivo consumato su una terrazza resa frizzante da un clima particolarmente fresco, non è mancato infine qualche calice di Vermentino e di Rosato, piacevoli conferme di una produzione completa e dall’appeal assolutamente intrigante.

Prima degli appunti di degustazione, alcune osservazioni di carattere generale a sintesi delle impressioni su queste nuove annate. E’ indiscutibile il passo avanti che le 2016 hanno saputo compiere rispetto alle 2015 di esordio, già per lo Stupore, con una spalla acida dal nerbo nettamente più significativo, ma particolarmente nel nuovo Bolgheri Superiore Campo alle Comete, anteprima incisiva la 2015, ma campionatura dal carattere molto più deciso e coinvolgente la 2016. E’ senza dubbio un’evoluzione che veste la nuova produzione con una personalità più leggibile e peculiare, grazie al lavoro, parzialmente in cantina e soprattutto in vigna, di Stefano e alle scelte aziendali di Jeanette. Se nelle prime uscite c’era qualche porzione di mosto ereditato dalla precedente proprietà, ora la materia prima è interamente gestita in casa e la differenza si sente. Il fil rouge che accomuna tutti i prodotti è l’integrità del frutto, che emerge in tutti gli assaggi rendendoli coerenti e gustosi, accompagnata da un controllo dosato dei tannini, che smussano ogni spigolo, e da una freschezza acida che correda una beva di temperamento.

Podere 277 Syrah 2016 Toscana Igt

Il Syrah è una componente tanto dello Stupore quanto del Rosato, una produzione perimetrata ad un podere che pur non essendo di proprietà viene interamente curato dall’azienda e, per questo, entra a pieno titolo a far parte delle etichette Campo alle Comete. La vinificazione non prevede l’uso di legno, bensì un affinamento di 10 mesi in acciaio e ulteriori sei mesi in bottiglia. Ne risulta un vino fresco e agile, con profumi di bacche rose e una gradevole nuance floreale. In bocca il frutto è croccante, l’acidità discreta e il sorso agevole, con insospettate note balsamiche a corredo di un equilibrio … dinamico.

Cabernet Sauvignon 2016 Toscana Igt

Questo vino contribuisce a completare la fisionomia della produzione offrendo un profilo rosso diverso dalla classica traccia “Bolgheri”, delineando quindi un’identità toscana (Igt) diversa, distaccata dal concetto di supertuscan e più approcciabile, in virtù di una vinificazione rapida e un uso moderato del legno, per un riscontro gustativo fresco e godibile. Nonostante una temperatura di servizio un pelo fredda, i profumi sono fragranti, con belle note di sottobosco e un leggero velo floreale; al palato avverto una trama terrosa, ma il frutto è perfettamente intellegibile, l’acidità sostenuta, il tannino sottile e l’allungo non nega qualche speziatura che ne arricchisce il respiro. Disinvolto.

Stupore 2016 Bolgheri Rosso Doc

Privato della quota di petit verdot, rispetto al 2015, con vinificazione separata del merlot (50%) e delle conseguenti porzioni di syrah e cabernet sauvignon, mostra al naso qualche chiusura che lascia però presagire ampi margini di apertura per settembre, quando il prodotto verrà commercializzato. In bocca mostra invece già tutto il suo carattere, corposo, strutturato, reattivo e penetrante; il frutto è polposo, lo spessore tannico è felpato, il sorso gustoso e la persistenza apprezzabile. Convincente.

Campo alle Comete 2015 Bolgheri Rosso Superiore Doc

Veniamo alla novità, annunciata già lo scorso anno e custodita in cantina ancora altri quattro mesi prima di vedere i mercati. Torna a fare capolino un piccolo taglio di Petit Verdot nel blend di Merlot, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon. Subito ampio l’approccio olfattivo, piacevole nella sua complessità e nella sua impronta balsamica, voluta e riuscita. In bocca entra fluido, oleoso, avvolgente e masticabile; la trama tannica è incisiva, ma senza asperità, mentre la deglutizione regala quel complesso aromatico importante che rende il vino quel prodotto di punta che deve essere. Note minerali, un fondo di liquirizia e una scia sapida che stimola il palato a un nuovo sorso. Solidissimo.

Campo alle Comete 2016 Bolgheri Rosso Superiore Doc (atto a divenire)

Campione dal taglio già definito, ma che andrà in bottiglia fra un paio di mesi, per poi riposare in cantina fino all’autunno 2019. Purosangue in erba, che freme ancora nei tonneaux e scalcia nel mio calice, con profumi pungenti e vegetali, ma con una complessità già decifrabile. In bocca il frutto è centrato, la spina dorsale acida robusta, i tannini sono ancora tosti ma non disturbano, il sorso è pieno anche se le fragranze ancora strette nella morsa del tempo faticano ad aprirsi. Il tessuto gustativo evidenzia i limiti della gioventù, ma al contempo lascia percepire il grande potenziale di una struttura composita e armoniosa. Poderoso.

Stupore 2017 Bolgheri Rosso Doc (atto a divenire)

Annata calda e secca, ma con escursioni termiche funzionali tra giorno e notte, per un campione che testiamo in pieno affinamento e con evidenti margini evolutivi. I profumi sono ancora chiusi, mentre al palato risulta asciutto e potente, con una trama terrosa che va levigata, ma ancora una volta con una chiara identità fruttata. Promettente.

Campo alle Comete 2017 Bolgheri Rosso Superiore Doc (ipotesi di taglio)

Le premesse climatiche valgono ovviamente per tutti, ma se le quantità ne hanno risentito tendendo al calo di produzione, sulla qualità dei prodotti nulla è pregiudicato, tutt’altro. L’assemblaggio che ci è stato sottoposto rispecchia in pieno le qualità degli uvaggi che separatamente abbiamo provato nella stessa sessione, mostrando sia la pienezza dei muscoli che la sinuosità delle movenze di un Bolgheri Superiore che ormai ha una personalità ben definita e decisamente orientata al carattere e all’armonia dell’eleganza. Stimolante.

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Riccardo Brandi (brandi@acquabuona.it), romano, laureato in Scienze della Comunicazione, affronta con rigore un lavoro votato ai calcoli ed alla tecnologia avanzata nel mondo della comunicazione. Valvola di sfogo a tanta austerità sono le emozioni che trae dalla passione per il vino di qualità e da ogni aspetto del mondo enogastronomico. Ha frequentato corsi di degustazione (AIS), di abbinamento (vino/cibo), di approfondimento (sigari e distillati) e gastronomia (Gambero Rosso). Enoturista e gourmet a tutto campo, oggi ha un credo profondo: degustare, scrivere e condividere esperienze sensoriali.

Riccardo Brandi (brandi@acquabuona.it), romano, laureato in Scienze della Comunicazione, affronta con rigore un lavoro votato ai calcoli ed alla tecnologia avanzata nel mondo della comunicazione. Valvola di sfogo a tanta austerità sono le emozioni che trae dalla passione per il vino di qualità e da ogni aspetto del mondo enogastronomico. Ha frequentato corsi di degustazione (AIS), di abbinamento (vino/cibo), di approfondimento (sigari e distillati) e gastronomia (Gambero Rosso). Enoturista e gourmet a tutto campo, oggi ha un credo profondo: degustare, scrivere e condividere esperienze sensoriali.

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